Ho provato a scrivere.
Ho scritto, per davvero.
Ho cancellato, tutto.
Presa dalla disperazione,
ho cercato conforto in un tasto.
Invio.
Rende frasi banali
Poesie.
Sono in biblioteca. Ci passo buona parte delle mie giornate, ci vengo una volta al giorno, le aule studio non mi piacciono, le persone si sentono libere di parlare e fare casino solo perchè sono aule studio e io sono in cerca di pace, non di brusio. C'è anche da dire che sono anche una persona abitudinaria, molto abitudinaria. Tutte le volte che provo a cambiare alla fine mi chiedo sempre "perchè?".
Sta andando tutto bene in questo periodo, non litigo neanche più tanto con la mia famiglia, sarà perchè ormai a casa ci vado per dormire, sono sempre qua, mi rifugio qua, qua c'è pace. Sennò sto con Riccardo, con lui è diverso, sento qualcosa, sennò mi sembra di non sentire nulla.
Sono triste? No, non penso. Sono annoiata? Probabilmente. La parola giusta penso sia apatia.
Ho sempre pensato che la mia passione fosse la conoscenza, mi piace scoprire cose nuove, fagocitare informazioni di qualsiasi tipo, un po' per il semplice gusto di sapere ma anche perchè mi piace parlare, non mi piace trovarmi nel bel mezzo di una conversazione e non sapere di cosa parlare, e non mi piace che le persone mi trovino impreparata, che in qualche modo pensino che sia ignorante.
Ci sono così tanti stereotipi dai quali cerco di fuggire; non mi piace darla vinta a quelli che ti giudicano in base a stereotipi di varia natura, solo perchè pensano tu sia così prima ancora che tu abbia il tempo di dire o fare qualcosa. Pregiudizi. Ma il mondo è così e dovrei imparare a fregarmene, giusto? Invece no, non mi va bene. Mi piacerebbe dire: "continuo sulla mia strada", "vado avanti", ma dove vado?
Questo momento di apatia mi sta facendo deragliare, non riesco ad appassionarmi a nulla e questo non va bene. Mi sento vuota, quella fiamma che mi spingeva ad ascoltare tutta la musica che potevo ed informarmi, leggere libri, cercare su google tutto ciò che mi incuriosiva e mi passava per la testa, guardare film o serie televisive per poi discuterne e scoprire il punto di vista altrui, così per curiosità , beh, non la sento più.
Sarà un momento. Lo spero, spero vivamente che sia ancora lì, accesa da qualche parte e che uno di questi giorni ci sarà qualcosa che la farà ardere, perchè così, sinceramente, non posso andare avanti.
Mi è capitato di incontrare persone che non si interessano a nulla e non le ho mai capite, come fanno? Non si sentono come se fossero su una barca in mezzo ad un lago piatto, calmo? Certo, piacevole all'inizio, la sensazione di pace è fantastica, ma senza remi non puoi raggiungere la riva e a lungo andare quella pace non può bastarti, e devi decidere: resto qua o mi butto e vado a nuoto?
Probabilmente dovrei trovare la forza di buttarmi in acqua e nuotare fino a riva, anche se in realtà non la vedo, non so da che parte devo andare, se ci sia davvero una riva, beh, è un lago, una riva deve pur esserci, quindi mi butto? dai, mi butto.
Scrivere di nuovo su questo blog, il mio caro blog, è il mio primo tentativo di trovare quella dannata riva, sento il bisogno di sentire la terra sotto i piedi, di poter correre, camminare, andare alla scoperta di quel mondo immaginario fatto di curiosità in cui mi trovavo fino a pochi mesi fa. Non riesco più a sopportare questo piattume, quindi ora scrivo, così, per gioco. Questa è la prima bracciata.
Sono le 4.34 del mattino e non riesco a dormire, soffro di insonnia da una vita e questo è il mio super potere, in realtà non proprio, perchè mi sveglio sempre come uno zombie, ma queste notti mi hanno aiutata a scoprire le cose più interessanti e strampalate.
L'altro ieri ho ricominciato la mia vita da universitaria, mi sarebbe piaciuto scrivere qualcosa riguardante tutto il tempo che è passato dal mio periodo bocconiano a questo nuovo inizio, tipo tirare le somme e visto che sono qua e adesso sono le 4.39 penso proprio che sia giunto il momento.
Premetto dicendo che il più delle volte non faccio le cose per un secondo fine, non scrivo qua per diventare famosa o avere un sacco di followers, non ne ho la pazienza e mi toglie troppa linfa vitale.
Detto questo, vi spiego cos'ho fatto in tutto questo tempo perchè se siete qua un po' di cazzi miei ve li volete fare, almeno spero.
Dopo una carriera da modella iniziata più o meno in questo periodo dell'anno scorso, mi sono resa conto che non era per niente la mia strada, il bello è che pensavo sarebbe stato fantastico, mi ero martoriata fisicamente e psicologicamente per anni per poi scoprire che non era la scelta giusta, non per me. Beh, tentar non nuoce.
Dopo ho lavorato per un'agenzia di comunicazione per sei lunghi mesi. Penso sia stata l'esperienza più significante della mia giovane esistenza, ho potuto vivere sulla mia pelle l'esperienza a 360 gradi dell'essere un creativo, che va dal successo di un'idea allo stress psicologico di dover consegnare l'ennesima idea al tuo capo sapendo che non andrà a buon fine. Ma in questi sei mesi sono cresciuta come mai nella mia vita, ho sviluppato le mie capacità e ho finalmente capito cosa voglio fare anche se il più delle volte non riesco a spiegarlo molto bene alle persone, beh, sono logorroica quindi punto sempre sulla confusione generale delle 10 parole al secondo con cui stendo la gente, chi mi conosce personalmente sa di cosa parlo.
Il mio periodo a Milano era scandito dalla Routine, dai acqua alle piante (ah mi sono anche appassionata all'indoor gardening anche se con risultati non proprio altissimi), fai esercizi, preparati, porta il fratellino (Christian, per chi non lo sapesse) a scuola, corri fino in stazione, treno, metro, tram, piedi e ufficio e poi di nuovo piedi, tram, metro, corsa per prendere la coincidenza, metro, treno e Riccardo.
Ho aperto un nuovo blog che sinceramente non mi piace moltissimo perchè non riesco a personalizzarlo e non lo sento mio, scrivevo sempre le solite cazzate ma ero molto più asettica.
Poi ho scoperto l'importanza dell'amicizia e dell'amore.
Ho perso quasi tutti i conoscenti, o quelli che erano la via di mezzo tra amici e conoscenti ai quali non so bene dare un nome (quasi amici?) così da capire che un amico ce l'ho, Mi ricordo quando mia mamma ha conosciuto Luigi e mi ha detto che era strano, io le ho risposto con un "Ma' guarda che io sono strana quanto lui, l'unica cosa è che non te ne rendi conto perchè sono tua figlia".
Lo adoro proprio per questo, perchè ha deciso di rimanere se stesso anche se il mondo pensa che debba cambiare. Mi finisce le parole e scrive in chat in modo insopportabile:
ciao
come sta
il mio
panda marrone (che sarei io)?
oggi ho fatto
questo
e
quest'altro.
Il bello è che gli avrò detto un miliardo di volte che mi da sui nervi, ma a lui non interessa e io sono felice che lui sia così.
Riccardo è la mia dolce metà , siamo la cosa più insopportabilmente dolce che esista.
Siamo bellissimi, non odiateci.
Per il resto non è successo molto altro in questi mesi, nulla di particolarmente eclatante, ho semplicemente imparato a vivere, ad essere felice dello sbocciare dei fiori in primavera, del ridere delle mie cazzate con Riccardo, del tram tram giornaliero ma anche ad accettare lo stress e l'angoscia, la disfatta e il fallimento. Ho smesso di scrivere post su facebook saltuariamente e di postare foto su instagram, ho smesso anche di fotografarmi perchè l'arte dell'autoscatto è morta quando hanno coniato il termine "selfie", ho anche odiato la fotografia per un periodo di tempo e successivamente anche me stessa, che non era più la ragazza fotogenica di un tempo, non più la modella, non più la musa di qualcuno,
Il mio anno sabbatico me lo sono presa, non sono andata in Tibet, non ho fatto l'interrail e nemmeno la raccoglitrice di frutta in Australia che va tanto di moda adesso. Sono stata a qua, a casa mia, a provare a dare un senso a questa difficile esistenza, resa ancora più difficile da grandi decisioni che ti trovi a fare quando non sai ancora chi sei. Ho ritrovato una parte del mio io senza dover scappare da casa mia, senza sentirmi in dovere di partire per quell'isola che non c'è che oggi banalmente chiamiamo "estero".
Ieri sera ho partecipato ad un programma molto interessante su Class Tv, Lo Schiaffo.
Avevo invitato molti a vedermi ma grazie al cielo avevano tutti altro da fare. Perchè dico questo?
Forse per l'ansia o forse perchè mi sentivo quella del gruppo meno preparata in materia, non sono riuscita ad esprimere al meglio ciò che realmente pensavo.
Prima di iniziare avevo fatto una lunga chiacchierata con il conduttore che mi aveva tranquillizzata, avevo parlato molto bene con lui e mi sentivo pronta a spaccare il mondo. Ciò non è accaduto.
In teoria si sarebbe parlato dell'argomento in modo più generale, lasciando spazio a quello che era nostro punto di vista, invece mi sono ritrovata nel bel mezzo di una discussione dove tutti cercavano di mettere in bella luce ciò che ha fatto il proprio partito politico e ciò che invece non hanno fatto gli altri.
Mi sentivo quella che non sapeva nulla di polita, quella che non la segue per scelta e che sta facendo qualcosa di sbagliato. Tutti gli altri erano molto schierati e io mi sentivo piccola, molto piccola.
Mi sentivo la minoranza, quando invece sono certa di non esserlo.
Io mi chiedo, quanti ragazzi della mia età , ma anche più giovani di me sono come me? la maggior parte.
Adesso, non voglio andar contro coloro che c'erano in trasmissione, ma loro fanno parte della generazione Y che è ben diversa dalla mia, la ragazza che più si avvicinava alla mia età era la studentessa di giurisprudenza, e penso abbia 24/25 anni perciò sarà nata più o meno nel 90/91.
5/6 anni di differenza segnati dal progresso tecnologico. Io ho iniziato a ragionare che ero già negli anni 2000 mentre loro erano ancora nei 90 e questa può sembrare una cazzata, ma non lo è. Cioè, come faccio a spiegarmi meglio? Io trovo che oggi giorno sia molto più difficile parlare di generazioni. Tra noi ragazzi ci identifichiamo in annate. Io sono del 96 e sono in questo modo, tu sei del 97 e sei in un altro e i 2000 sono il male per antonomasia. E questo perchè il mondo è diventato molto più dinamico e questo non viene colto da una persona che è nata tra l'85 e il 90 perchè loro si somigliavano più o meno tutti.
Per esempio, da un anno scolastico con l'altro io mi sono sempre ritrovata nel bel mezzo di nuove riforme. Alle elementari si è passati dal poter andare a scuola vestiti come si voleva al dover indossare un grembiule. Alle medie dall'avere come voto un giudizio (buono, distinto, ottimo) all'avere dei numeri e sentirti completamente persa perchè non sai a cosa realmente equivalgono. Poi al liceo avere due campanelle, una per te ed una per quelli degli anni precedenti in quanto facevano parte della nuova riforma Gelmini. In pratica, un casino. Perchè queste cose non le può capire una persona che è nata 5 anni prima di me o più? perchè quando io entravo alle elementari loro vi stavano uscendo, quando io entravo al liceo, loro stavano pensando quale sarebbe stata la facoltà migliore da frequentare ed è per questo motivo che loro non possono capire il perchè un giovane d'oggi non si interessa alla politica.
Non parliamo la stessa lingua, no, uno smartphone in mano ed un profilo su tutti i social esistenti non ti renderà giovane come me e non avrai mai la mia mentalità . La società si è completamente dimenticata di istruire noi giovani (ma giovani per davvero) sotto il punto di vista politico. Noi non ci siamo rinchiusi nel nostro mondo, è il mondo che ci ha lasciati soli davanti ad un computer e non ha fatto assolutamente un CAZZO per tirarcene fuori e adesso vi lamentate che poi andiamo a votare i 5 stelle??? Per forza! Per la prima volta abbiamo visto qualcuno che cercava di coinvolgerci, che cercava di parlare la nostra lingua pur non sapendola. Renzi per molti è stato un figo soltanto perchè è andato in televisione con su una giacca di pelle, è una stronzata da niente, ma l'abbiamo sentito più vicino a noi.
Mi ricordo che alle superiori, cioè meno di 6 mesi fa, ci portavano il quotidiano in classe e hanno iniziato a darcelo dalla prima liceo, perciò facendo un paio di conti avranno dato più o meno 640 giornali a testa alla fine dei quinquennio. Detto ciò, sapete quanti di questi sono stati davvero letti? penso 50 o forse 100, esagerando. Ora mi spiegate come faccio io ad interessarmi alle notizie se non sono stata istruita in modo tale da leggerlo?
Mi sono sentita ignorante, molto, e la cosa mi ha fatto incazzare, perchè mi sono resa conto che non è solo colpa mia. Cioè, se nel momento in cui hai 18 anni e devi andare a votare per le elezioni europee non hai idea di dove sei messo e di chi siano i nomi scritti su quel foglio la colpa non è solo tua.
Non è colpa di un bambino se è maleducato, la colpa è dei genitori che lo hanno mal educato. Perciò, fatemi, anzi, fateci un favore, smettetela di focalizzarvi su quelli che sono i vecchi giovani e preoccupatevi di chi è giovane per davvero e con giovani per davvero intendo gli adolescenti perchè quello è il momento cruciale in cui bisognerebbe agire.
L'ultima volta ho scritto che avrei scritto un post esclusivamente sulla mia vita universitaria, eccolo qua.
Allora, sono una matricola Bocconi ma non me ne frega assolutamente nulla del nome, un'università vale l'altra, la cosa che realmente mi ha attratta è il mio corso di laurea che è il Cleacc, cioè economia per arte cultura e comunicazione.
Le lezioni mi hanno appassionata fin da subito, escludendo matematica che mi è abbastanza indifferente, la si fa perchè si deve. L'unica materia che proprio non riesco a seguire è Diritto privato, proprio non ce la faccio, mi sta qua, ma per il resto sono più che contenta del mio corso.
Ho un prof di estetica, il caro Ivo, che cerca di spiegarti la filosofia della bellezza, l'unico problema è che ci reputa più ignoranti di quanto non siamo e ci spiega lo stesso concetto mille volte in mille modi diversi senza mai arrivare al punto. Penso lo faccia perchè se cercasse di spiegarlo ad un semplice studente di economia forse (probabilmente) non riuscirebbe mai a fargli capire concetti che per noi (almeno spero, perchè senno si è sbagliato corso di laurea) sono sostanzialmente semplici.
Ho amato l'ambiente generale, anche se devo dire che all'inizio certe ragazze dall'atteggiamento altezzoso mi hanno fatto salire il lato killer.
Sì, in Bocconi c'è gente che se la tira (che poi non ho mai capito il senso di "tirarsela", tirare cosa??) e non poco, ma sono proprio quelle persone che vivono di ostentazione ad avere il portafoglio vuoto. Ad una persona che realmente ha soldi e che è nata tra i diamanti non gliene frega niente del fatto che gli altri sappiano o meno che loro siano o meno ricchi, lo sono e basta.
Il mio corso (in gergo, Arte Cucina e Cucito) ha una prevalenza di donne ed è stata la cosa più difficile da buttare giù. Non si possono tenere 90 ragazze nella stessa classe, è illegale! Le donne sapranno di ciò di cui parlo. Forse è stato per questo fattore che ci ho messo un po' ad introdurmi nella mia classe, le prime settimane appena avevo la possibilità di andare tra i miei amici degli altri corsi di laurea scappavo a gambe levate e solo dopo mi sono resa conto di quanto fosse sbagliato in quanto successivamente ho stretto dei rapporti di amicizia con persone fantastiche nella mia classe.
Le prime settimane mi sono servite proprio a conoscere tutte quelle persone che avevano molti pregiudizi sul mio corso e la cosa fantastica è che ne sono rimasti affascinati. A volte è difficile fare capire alle persone, soprattutto agli studenti di finanza, quanto siano importanti le materie umanistiche, che poi alla fine è solo una questione di cosa vuoi fare della tua vita, che priorità vuoi dare. Se la tua priorità è quella di possedere così tanto denaro da non riuscire a vedere la fine degli zeri, sono ben contenta per te, cioè, tanto di cappello se ci riesci, ma non venire a rompere le balle a me. Io ho priorità diverse.
Mi spiace ci sia così tanta competizione tra i corsi di laurea," io sono più di te perchè studio questo e quello e la percentuale delle probabilità che io guadagni più di te è.." ok, va bene e dopo che me l'hai detto? dopo che hai sminuito il mio sapere cosa ci guadagni?
Non riesco proprio a coglierne il bisogno.
Focalizzati su te stesso e non guardare cosa fanno gli altri. Non potrai mai vincere i cento metri se sei occupato a guardare i tuoi avversari. Guarda la meta e fa' del tuo meglio per raggiungerla, vedrai che otterrai quel che cerchi. Io sono certa che questa università mi darà il sapere necessario per riuscire nella mia vita professionale, ma non è tutto.
Io sogno felicità , io da grande voglio essere felice, sarà un pensiero banale e scontato, ma voglio poter trovare qualcosa che mi piaccia realmente in modo tale da non pesarmi.
Potrei non trovarlo, ma sono speranzosa.
Ok, da dove comincio?
Un paio di giorni fa ho parlato con un mio nuovo amico dell'università che mi ha consigliato di riprendere a scrivere sul blog ed eccomi qua. Il vero consiglio è stato quello di dargli più importanza e non sono ancora riuscita a capire come dargliene.
Cioè, non la trovo la piattaforma migliore per comunicare con il mondo. Come mi spiego? mi piace moltissimo esprimermi al mondo, dicendo ciò che mi passa per la testa in modo tale da far si che anche le altre persone si riconoscano in ciò che dico.
Twitter lo trovo troppo limitativo e purtroppo la sintesi non è una delle mie più grandi capacità . Il blog invece è la situazione contraria, richiede un impegno maggiore e devi avere molto di cui scrivere e la maggior parte delle volte la gente si spaventa di fronte ad una paginata di roba da leggere. Inoltre, è come adottare un cucciolo, devi dargli continue attenzioni se no muore.
Secondo me la soluzione migliore rimane sempre e comunque Facebook, è quella migliore per gente come me, e no, non è per pigrizia, o forse un po'. La ritengo la via migliore per il semplice motivo che è diretto. Ho la mia cerchia di amici e di amici dei loro amici che possono inciampare in uno dei miei stati e condividere ciò che penso lasciando un semplice "mi piace". Si, sono una di quelle ragazze del XXI secolo che si compiace quando un suo stato ha molti mi piace. Cioè, mi piace vedere che non sono l'unica pazza in questo mondo a pensare quella cosa in quel determinato modo, mi sento capita.
Non mi interessa se poi le mie foto non hanno 16k di mi piace o cuoricini su Instagram, preferisco piuttosto dire quella cosa in cui anche altri si rispecchiano.
E allora qual'è il problema Fredamily? continua a postare cose su Facebook, no? NO.
Voglio poter creare un discorso attorno a quel pensiero. Come renderlo altrettanto efficace? non ne ho idea.
Ma ci stiamo lavorando.
Comunque, anche se a voi persone fancazziste che leggete interesserà relativamente, l'università mi piace.
La Bocconi non è quello strano luogo dove rinchiudono tutti i figli di papà che da grandi vogliono diventare ricchi, anzi, la gente è tranquilla, escludendo alcuni esemplari. Mi trovo bene.
L'inizio non è stato uno dei migliori, ho perso la prima settimana di lezione, quella dove si creano i gruppi e si conosce gente, così dopo ho dovuto fare la asociale di turno, ma ora come ora sono riuscita ad integrarmi e la cosa mi rende felice. Ieri, tra l'altro ho fatto il mio primo parziale e non penso sia andata benissimo, ma non mettiamo le manine avanti, forse è solo una sensazione (almeno spero). Tra una settimana ho matematica e mi spaventa un po' di meno anche se so che incorrerò nei soliti errori di distrazioni, quelli che penso me l'abbiano messo in quel posto nell'esame di ieri, ma come ho detto prima, cerchiamo di essere positivi, mal che vada si fanno i generali.
Mi piacerebbe però lasciare questo discorso per un post futuro dove ne parlerò a cuore aperto, senza alcuna divagazione.
Cosa dire? Keep in touch babies, Vi tartasserò di post, o almeno ci proverò, fino a quando vi stancherete della mia presenza, sempre se non sia già successo.
I'm not Freda. I'm not Mily. I'm not black. I'm not white. I'm not a model. I'm not a photographer. Maybe I'm an artist. I don't know. The only thing that I know is that I'm the only one.